PIAZZA DEL PANTHEON
Realizzato da Agrippa nel 27 a.C. e completamente ricostruito
dall'Imperatore Adriano all'inizio del II sec. d C.
Porticato classico sormontato da un timpano triangolare. Grande
aula a pianta rotonda ricoperta da una calotta emisferica, al
cui centro si apre un foro di 9 metri di diametro, unica fonte
di luce.
TEATRO MARCELLO
I lavori per la costruzione del teatro Marcello iniziarono nel
46 a.C. per ordine dell'imperatore Giulio Cesare al fine di
emulare il teatro di Pompeo, la costruzione fu interrotta nel
44 a.C. e ripresa da Augusto nel 22 a.C. L'edificio venne terminato
del tutto solamente nel 11-13 a.C. e venne dedicato da Augusto
alla memoria di suo nipote Marco Claudio Marcello. Prima dell'inaugurazione
ufficiale il teatro ospitò nel 17 a. C. i ludi saeculares
grande manifestazione sportiva e teatrale che si teneva ogni
110 anni.
PIAZZA NAVONA
Qui si tenevano sfide di tutti i generi: dal pugilato alle naumachie,
dalla poesia all’atletica. Come quasi tutti i luoghi destinati
al divertimento e allo svago degli antichi romani, era circondato
da osterie e bordelli. Le prostitute di lusso irretivano i clienti
esponendo dipinti sui quali spiegavano le loro specialità.
Le schiave, invece, venivano esposte nude alla gogna dei possibili
clienti. Questa umiliazione toccò anche a Sant’Agnese,
vergine cristiana, che venne protetta dagli sguardi vogliosi
grazie alla miracolosa crescita delle sue chiome. A lei è
dedicata appunto la chiesa progettata dal Borromini. Nelle giornate
d’estate, al tramonto, l’obelisco bagnato all’ombra
della Fontana dei Fiumi segna, come il compasso di una meridiana
immaginaria, lo scandire del tempo.
E’ l’ora più bella di piazza Navona. I contorni
si sfaldano in un rosseggiare arcaico. Le rasoiate di luce illuminano
questo inimitabile palcoscenico di trucchi e passioni incastonato
nel cuore di Roma. La storia si pastella, piega la sua imponenza,
contrassegnata da una quinta teatrale di pietra, al pacioso
romanesco incedere di famiglie, alle mamme che spingono le carrozzine,
al tonfo del pallone che rimbalza contro facciate preziose,
al vocio di bambini che scorazzano. E’ la Roma più
sincera, la città segreta che convive da sempre con il
peso della gloria passata. Ci saranno anche le truppe di giapponesi
con la cinepresa e gli immancabili coatti di turno, ma questa
resta pur sempre “un teatro, una fiera, un’allegria”.
Come la descrisse Gioacchino Belli.
CASTEL S. ANGELO
Fu fatto erigere dall'imperatore Adriano come suo mausoleo,
nel 130 d. C. ed accolse le spoglie dei membri della dinastia
imperiale fino a Caracalla.
Per opera dell'imperatore Aureliano ci fu la trasformazione
in castello , nel XI secolo fu aggiunta la torre e quando nel
1277 divenne proprietà del Vaticano. L'Angelo bronzeo
del XVIII secolo che da il nome al castello scaturisce da una
antica leggenda che risale alla terribile peste del 590. Secondo
la storia la peste terminò grazie all'apparizione di
un angelo che si posò sopra il mausoleo e fece il gesto
di riporre la spada nel fodero a simbolo della grazia concessa.
PIAZZA DI SPAGNA
Piazza di Spagna è l'unico luogo dove tre distinti elementi
di decoro urbano, una fontana, una scalinata e una chiesa, sono
diventati un unico monumento. La chiesa di Trinità dei
Monti ha dominato la piazza sin dal 1502. La bella scalinata
diede alla piazza il suo tocco di eleganza da diciassettesimo
secolo, ecco perchè fu così famosa durante il
periodo Romantico e Art Nouveau. Queste scale danno potenza
scenica e quasi un effetto teatrale alla piazza, ne fanno così
un ideale palcoscenico per l'annuale sfilata di moda "Donna
sotto le Stelle" quando i più importanti stilisti
Italiani ed Internazionali presentano le loro collezioni.
FORO TRAIANO
Ultimo tra i Fori Imperiali, in ordine di tempo, ad essere costruito,
fu anche il più grandioso. Iniziato nel 107 (anno del
trionfo di Traiano sui Daci), fu concluso nel 113 d.C., ad opera
dell'architetto Apollodoro di Damasco. Costui, per creare uno
spazio utile alla costruzione del Foro, fece tagliare la sella
che anticamente univa Campidoglio e Quirinale. Testimonianza
ne è l'iscrizione alla base della Colonna Traiana: "ad
declarandum quantae altitudinis mons et locus tantis operibus
sit egestus" ("Per indicare quanto era alto il colle
che con questi lavori è stato demolito"): la colonna
dunque serviva anche ad indicare l'altezza originaria del colle
tagliato per liberare l'area per il Foro. Tale "liberazione"
comportò la distruzione dell'Atrium Libertatis (dove
si svolgeva la liberazione degli schiavi), e un tratto delle
Mura Serviane tra Campidoglio e Quirinale, ormai prive di funzione.
COLOSSEO
Il suo vero nome è Anfiteatro Flavio. Fu costruito nel
72 d.C. da architetto sconosciuto.
Il Colosseo sorge alla convergenza del colle Palatino, del colle
Celio e del colle Oppio. La sua costruzione fu voluta dall'imperatore
Vespasiano ma l'onore dell'inaugurazione spettò al figlio
Tito nell'80 d.C. Nell'anfiteatro si svolgevano spettacoli gladiatori,
combattimenti fra uomini e belve e vi furono suppliziati i primi
cristiani
VITTORIANO
Il nome deriva da Vittorio Emanuele II, il primo re d'Italia.
Alla sua morte, nel 1878, fu deciso di innalzare un monumento
che celebrasse il Padre della Patria e con lui l'intera stagione
risorgimentale. Il Vittoriano doveva essere uno spazio aperto
ai cittadini. Il complesso monumentale venne inaugurato da Vittorio
Emanuele III il 4 giugno 1911. Fu il momento culminante dell'Esposizione
Internazionale che celebrava i cinquanta anni dell'Italia unita.
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